Se le rocce e il fiume Breggia si sono plasmate vicendevolmente in centinaia di milioni di anni, il Parco che li ospita è una creatura giovanissima, con pochi anni di vita. Ma come avviene la genesi di un Parco naturale?
Quali sono i passaggi e le ragioni che portano gli amministratori a delimitare un certo territorio con il fine di tutelarlo e valorizzarlo?
Le interviste condotte con coloro che hanno contribuito alla nascita e alla crescita del Parco delle Gole della Breggia rivelano un pensiero comune: l’obiettivo del Parco è leggere il territorio. Diventa allora importante addentrarsi nei sinuosi meandri della storia fondativa di questo ente che, rileggendo ogni giorno i propri contenuti, definisce se stesso e attribuisce nuovi significati allo spazio che tutela.
Se le rocce e il fiume Breggia si sono plasmate vicendevolmente in centinaia di milioni di anni, il Parco che li ospita è una creatura giovanissima, con pochi decenni di vita. Ma come avviene la genesi di un Parco naturale? Quali sono i passaggi e le ragioni che portano gli amministratori a delimitare un certo territorio con il fine di tutelarlo e valorizzarlo?
La nascita del Parco delle Gole della Breggia è l’esito di due genesi parallele, da far risalire entrambe alla metà degli anni Ottanta.
La prima riguarda il Museo cantonale di storia naturale che ha riconosciuto nel territorio delle Gole della Breggia un’area di straordinario valore scientifico e paesaggistico, eccezionalmente ricca di contenuti naturali di interesse primario a livello nazionale e meritevole di essere resa accessibile attraverso una rete di sentieri.
La seconda è la storia dei desideri e delle volontà condivise da donne e uomini che hanno avuto a cuore questi luoghi e hanno caparbiamente creato le giuste condizioni economiche, politiche, sociali perché questa opportunità si concretizzasse nella creazione di un Parco naturale (e culturale). Questa esperienza coincide, in parte, con quella dell’Associazione Cultura Popolare di Balerna e di altri gruppi spontanei nati in questo periodo di grande fermento e partecipazione civica.
da Il Parco naturale delle Gole della Breggia.
Documenti e proposte, Museo cantonale di storia naturale, 1985
«Le ricerche naturalistiche condotte sul posto e l’analisi della letteratura scientifica confermano che le “Gole della Breggia” sono un paesaggio naturale veramente eccezionale, di grande ed attualissimo interesse per la ricerca e di notevole valore didattico. In particolare esse costituiscono un patrimonio geologico e paleontologico di rilevanza internazionale per la varietà, la qualità e la continuità dei contenuti. Questo paesaggio naturale, oltre tutto non privo di notevoli testimonianze storiche, viene ulteriormente valorizzato dall’essere inserito in un contesto naturalistico straordinario e in qualche misura complementare, contesto che comprende in particolare il Monte Generoso e il Monte San Giorgio, entrambi inclusi nell’Inventario federale dei paesaggi naturali d’importanza nazionale e che completano verso il basso la documentazione geopaleontologica delle Gole, come pure i giacimenti fossiliferi più recenti presso Balerna. Il complesso che ne deriva documenta tra l’altro una serie ininterrotta di sedimenti che copre un arco di circa 300 milioni di anni. Un simile patrimonio non solo deve essere protetto, ma anche gestito nell’interesse della ricerca e della divulgazione».
Nel 1985, il Museo cantonale di storia naturale di Lugano ha redatto un importante rapporto scientifico dal titolo “Il Parco naturale delle Gole della Breggia. Documenti e proposte”, un testo che non solo sottolinea l’eccezionalità naturalistica del territorio, ma ne esalta anche il grande valore didattico e scientifico.
Come indica il titolo stesso, il volume, ricco di carte e grafici dal disegno incredibilmente moderno e affascinante, non ha solamente un obiettivo documentale, ma intende formulare una proposta concreta per la creazione di un Parco naturale.
Come fare in modo che tale proposta non finisca in un archivio cantonale insieme ad altri documenti simili? Il Museo trova una soluzione ingegnosa: redigere un documento fuori formato, un testo lungo e affusolato stampato su fogli 30x65cm che non possa essere riposto facilmente in qualsivoglia cartellina, contenitore, catalogatore o armadietto.
Ed è anche così che nasce un Parco: obbligando i funzionari a tenere sul tavolo un’idea, insinuando ogni giorno il dubbio che si tratti di un progetto eccezionale, da realizzarsi al più presto.




Guido Cotti
già direttore del Museo cantonale
di storia naturale di Lugano
e presidente della Società ticinese di scienze naturali
“Ci accorgiamo qui meglio che altrove di non saper più vedere
nella natura quell’immobile teatro del mondo che vi riconosceva il ‘700, di non poter più accontentarci di un pur ordinato ed esauriente catalogo di minerali,
piante e animali, come quello linneaiano. La rivoluzione scientifica dell’800, con la nuova geologia e
con l’evoluzionismo darwiniano, maturata e cresciuta in misura
incredibile nel secolo appena
trascorso, ci fanno oggi leggere
la stessa natura come una vicenda grandiosa e drammatica, un romanzo avvincente ricco di colpi di scena. Ed è in questa nuova visione del mondo che il Parco delle Gole della Breggia assume tutto il suo valore scientifico e didattico.
Orlando Casellini
già presidente della Fondazione del Parco delle Gole della Breggia e promotore del Parco
“L’idea del Parco si è sviluppata
crescendo dalle radici ben piantate nell’humus reso fertile dall’entusiasmo di persone che hanno creduto al valore del posto. Pure la popolazione, stimolata dall’impegno altrui, intravedeva in queste proposte l’occasione per il recupero di valori che si stavano sacrificando senza rispettare nemmeno le testimonianze più evidenti delle fatiche dei propri avi. Queste vicende interessavano e si svolgevano attorno al Mulino del Ghitello, immediatamente
individuato come il cuore pulsante del futuro Parco e che offriva gli spazi necessari per far crescere un’idea da concretizzare anche sul terreno.”
Carl Nilsson Linnaeus, Carlo Linneo nella forma latinizzata del nome, è stato un medico e naturalista svedese, considerato il padre della sistematica, la disciplina che si occupa della classificazione degli organismi viventi. Ha ideato il metodo che attribuisce agli
organismi due nomi, uno per il genere e uno
per la specie – ad esempio Homo (genere) sapiens (specie).
“Apriremo a Balerna, in Corso San Gottardo 102, un centro sociale autogestito. Ciò significa che tutti coloro che sono interessati possono diventare soci dell’Associazione Cultura Popolare e partecipare alla creazione e all’attuazione del centro, alla sua gestione ed al lavoro d’intervento politico-culturale che si andrà programmando. L’Associazione attraverso il centro si propone di creare delle iniziative che permettano ai lavoratori, alle donne, ai giovani di utilizzare positivamente il loro tempo libero.”
Nasce così a Balerna, nel 1976, l’Associazione Cultura Popolare ed è questo un estratto dall’opuscolo programmatico del 1981. Per oltre quarant’anni l’ACP si è occupata dell’organizzazione di attività sociali relative a diversi ambiti – il cibo, la musica, la politica, la salute – promuovendo un nuovo modello di vita associativa e anticipando un interesse specifico per molti temi che sono al centro del dibattito contemporaneo: la sensibilità ecologica, la parità di genere, la riformulazione dei concetti di lavoro e tempo libero. Idealismo e progressismo che muovono di pari passo a una forte concretezza, visibile nella costruzione e nello sviluppo di spazi nuovi, aperti, vivi. Il Parco delle Gole della Breggia nasce anche da questa esperienza di comunità che si è fatta catalizzatore di intenti condivisi e attivatore di energie.
Fondata nel 1986, anno in cui ha contribuito all’acquisizione del Mulino del Ghitello, l’Associazione Amici del Parco della Breggia nasce per iniziativa di un gruppo di cittadini per promuovere e sostenere la valorizzazione delle Gole della Breggia. Nel tempo,
ha partecipato al finanziamento di grandi opere e interventi sull’infrastruttura e gli edifici nel Parco, come la rimessa in esercizio di una delle macine del Mulino del Ghitello e la sostituzione del Punt dal Farügin. Ad oggi conta più di 400 soci e continua a supportare il mantenimento di questo luogo.
Il Piano di utilizzazione cantonale (PUC), approvato nel 1998 dal Gran Consiglio ticinese comprende la base pianificatoria e progettuale del Parco. In questo documento sono indicati i criteri di protezione dei contenuti naturalistici e geologici, ma sono anche elencate le opere necessarie per l’attuazione del Parco quali sentieri, centri di informazione e documentazione, aree ricreative. Il PUC contiene i criteri di salvaguardia del patrimonio geologico, naturalistico, culturale e i principi di promozione del Parco quale spazio per attività didattiche e di ricerca.
In particolare, il PUC prescrive:
• la protezione, la valorizzazione
e la manutenzione degli affioramenti rocciosi
• la conservazione e il recupero delle aree agricole
e dei manufatti annessi
• la coltivazione e manutenzione di boschi e prati
• la pulizia di strade, sentieri e muri a secco
• la conservazione e ampliamento delle zone umide
• la manutenzione dei corsi d’acqua
Il PUC promuove:
• la tutela e la valorizzazione dei contenuti naturali
e culturali
• la ricerca scientifica fondamentale e applicata
• l’attività didattica a ogni livello
• l’informazione della popolazione
• le opere di salvaguardia e risanamento del dissesto idrogeologico.
Le Gole della Breggia sono iscritte nell’Inventario dei geotopi di importanza nazionale e, parzialmente, nell’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d’importanza nazionale (IFP). Queste catalogazioni garantiscono il massimo grado di protezione, vincolante per i proprietari e i cittadini.
Il PUC è disponibile al link www.ti.ch/puc
Questo acronimo, che un po’ ricorda il nome di un folletto shakespeariano, indica invece uno strumento pianificatorio che regola e vincola l’uso del suolo di uno specifico territorio in cui si riscontra un interesse sovracomunale, e che quindi non può essere gestito dai soli Piani regolatori comunali. Il PUC del Parco delle Gole della Breggia è dunque un documento fondamentale, passibile di aggiornamenti e modifiche ponderate, che detta gli obiettivi e le regole di uso del Parco, nel presente e nel futuro.
A interpretare quotidianamente le prescrizioni del PUC e occuparsi della progettazione del Parco è un organo esecutivo che prende il nome di Fondazione Parco delle Gole della Breggia, retto da un Consiglio di Fondazione che comprende i rappresentanti istituzionali di enti cantonali e comunali, dell’Associazione Amici del Parco della Breggia e dell’Associazione dei Comuni del Generoso.
La Fondazione nomina il direttore del Parco e si avvale della consulenza di una Commissione scientifica che ha il compito di predisporre e sorvegliare l’attuazione di progetti e programmi per proteggere e salvaguardare i valori del Parco, approfondire la conoscenza e la ricerca, favorire una comunicazione corretta.
È inoltre presente una Commissione per l’animazione.
La Fondazione provvede alla gestione dei fondi, alla nomina del personale del Parco, del direttore, della Commissione scientifica, della Commissione per l’animazione, all’approvazione dei programmi annuali, ai rapporti con gli enti esterni.
Il concorso Cartoline dal Parco; invita studenti delle scuole, creativi e appassionati a diventare autrici e autori delle nuove cartoline del Parco!